La Piadina

di Matteo

"La Piadina è il pane, anzi il cibo nazionale dei romagnoli". Giovanni Pascoli

Porzioni:

8

Pronta in:

15 min

Ingredienti

200 Gr Farina di Grani Teneri Antichi BioFan Tipo 1
40 Gr Farina di Grani Teneri Antichi BioFan Integrale
90 Gr Latte Scremato
45 Gr di Acqua
5 Gr di Sale

Preparazione

  1. Mescolare la farina con il latte
  2. Aggiungere l’acqua ed il sale, mescolare fino ad ottenere un composto omogeneo
  3. Dividi in 8 panetti, stendi e cuoci 2 minuti a lato in padella antiaderente

Alle origini della ricetta:

La storia della Piadina Romagnola o Piada Romagnola ha origini antichissime e racconta la tradizione della gente della Romagna. Si tratta di un cibo semplice che, nel corso dei secoli, ha identificato e unificato la terra di Romagna sotto un unico emblema passando da simbolo della vita rustica e campagnola a prodotto di largo consumo. Il termine piada è stato ufficializzato per merito di Giovanni Pascoli il quale italianizzò la parola romagnola piè in questo termine. In un suo famoso poemetto il poeta tesse un elogio della piadina, alimento antico quasi quanto l’uomo, e la definisce il pane nazionale dei Romagnoli creando un binomio indissolubile tra Piadina e Romagna. Le sue origini, però, partono da molto più lontano. Già al tempo degli Etruschi, nelle zone dell’odierna Romagna, sono state rinvenute tracce dell’utilizzo di un sostituto del pane fatto con farina grezza, cerali e di forma circolare.
Le prime tracce letterarie sono state rinvenute dallo stesso Pascoli all’interno dell’Eneide di Virgilio all’interno del VII canto quando il poeta romano utilizza, per la prima volta, il costrutto exiguam orbem. Durante l’epoca romana si hanno numerose testimonianze dell’uso di sostitutivi del pane, realizzati con cerali grezzi e accompagnati, come ai giorni nostri, con dei formaggi. La tradizione della Piadina è proseguita lungo i secoli, ritrovando un suo sviluppo nel Medioevo, quando gli abitanti della Romagna cominciarono a utilizzarla con i cereali poveri per non incorrere nella tassazione che subiva il grano – e quindi il pane – da parte dei proprietari terrieri. Nel 1371, infatti, il Cardinale Angelico annoterà che, tra i tributi che la città di Modigliana, in provincia di Forlì Cesena, doveva pagare alla Camera Apostolica, figuravano 2 “piade”.

Nel secondo dopoguerra, la Piadina Romagnola si diffonderà sia nelle campagne che nelle città, e non sarà più considerata un surrogato del pane ma una golosa alternativa. A partire dagli anni Settanta alle piadine casalinghe si accompagneranno quelle di produzione artigianale, create dai chioschi che iniziano ad aprire sul lungomare e nei primi laboratori.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.