Le Tagliatelle

di Patrizia

Queste stringhe di pasta all’uovo dorata, possono essere tranquillamente definite come uno dei piatti-monumento d’Italia.

Porzioni:

4

Pronta in:

30 min

Ingredienti

300 gr di farina di Grani Teneri Antichi Tipo 1 BioFan
100 gr di farina di Grani Teneri Antichi Integrale BioFan
4 uova biologiche
1 cucchiaio olio evo biologico

Preparazione

  1. Mescolare fino ad ottenere un impasto omogeneo.
  2. Tirare la sfoglia con il mattarello facendo attenzione a non farla uscire dall’asse.
  3. Ottenere una sfoglia non troppo sottile e lascia asciugare sul piano di lavoro.
  4. Quando asciutta fare un rotolo lento (per non farla attaccare spargere sulla sfoglia un po’ di farina gialla BioFan) e tagliare le tagliatelle di larghezza di circa 8mm.
  5. Lasciare asciugare ancora.
  6. Cuocere al dente in abbondante acqua salata e condire a piacimento.

Alle origini della ricetta:

Semplici da preparare e immense da gustare, come gran parte dei piatti della nostra tradizione culinaria, è probabile che l‘origine delle tagliatelle sia da ricercare presso gli antichi Romani, se non prima forse al tempo degli Etruschi e dei Greci.
Già nel 35 a.C. il poeta Orazio parlava di “lagane” con i ceci: sembra fossero una pasta fatta da strisce larghe di sfoglia a base di grano, molto simili alle odierne lasagne. Ne consegue che ai quei tempi la tagliatella dovesse essere plausibilmente molto diffusa, sposando forme e ricette diverse a seconda dei territori dell’Impero.

nel 1487, in occasione del passaggio a Bologna di Lucrezia Borgia che volgeva verso Ferrara per sposare il Duca Alfonso d’Este, Giovanni II di Bentivoglio signore di Bologna chiese al cuoco di corte Mastro Zefirano di preparare una ricetta speciale.
In onore dei biondi capelli della nobildonna, cucinò una nuova pasta, tagliando le tradizionali lasagne bolognesi in lunghe strisce dorate, dando così forma alle cosiddette tagliatelle.
Ciò che è certo che il nome tagliatella deriva dal verbo “tagliare”, e proprio per mettere un punto alle strane elucubrazioni che circondavano questo tipo di pasta – con variazioni spesso assurde come gli “Spaghetti alla Bolognese” inglesi – nel 1972 la delegazione bolognese dell’Accademia Italiana della Cucina depositò presso la Camera di Commercio della città la misura della vera tagliatella, con un campione di tagliatella in oro.
Da quel momento in poi non si sarebbe più potuto sbagliare la misura perfetta della tagliatella sarebbe stata la 12.270esima parte dell’altezza della Torre degli Asinelli, ovvero circa 7 mm. a crudo (8mm circa una volta cotta). Lo spessore non fu definito ma è tradizione collocarlo tra i 6 e gli 8 decimi di millimetro

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